Accolti dal Responsabile della Postulazione don Gabriel Cruz Trejo, coadiuvato dal chierico Bless Rumao in suo supporto all’Archivio, sono stati guidati in un percorso tecnico-scientifico, spirituale ed ecclesiale attraverso i differenti ambienti della Postulazione.
Dopo una prima parte in cui don Gabriel Cruz ha illustrato, appoggiandosi al Processo ormai concluso di Sant’Artemide Zatti, le differenti tappe dell’iter canonico di beatificazione e canonizzazione, e una seconda parte a contatto con alcuni materiali preziosi tra cui il processo di San Domenico Savio, spazio è stato dedicato al tema delle reliquie che – forse meno sentito oggi, da una sensibilità contemporanea che rispetto al passato ha meno bisogno di “vedere” e di “toccare” – ricorda comunque come la santità sia legata a tutta la concretezza dell’umanità dei santi e delle sante: umanità incarnata, legata a tempi, luoghi, volti, storie e incontri; alla fragilità e alla contingenza di questi uomini e donne d’eccezione e, al tempo stesso, all’ardore della loro carità e della testimonianza di fede. Bello soffermarsi anche su alcuni casi di miracolo – segno per eccellenza dell’agire provvidente di Dio – e vedersi affidare un compito alla preghiera, per sostenere le Cause e favorire nuove beatificazioni e canonizzazioni.
Momento di studio a contatto con le fonti, di contemplazione e di fraternità (in un clima di gioia e familiarità tipicamente salesiane), il pomeriggio trascorso alla Bufalotta ha anche provato a rappresentare un momento per rafforzare il rapporto tra l’istituzione universitaria e l’Archivio della Postulazione, vero scrigno di tesori preziosi che (fatto salvo il riserbo cui gli Atti processuali restano vincolati) merita di essere sempre più conosciuto e fatto conoscere, a servizio della Congregazione.
In tal senso, se la Postulazione invita gli studenti a lavorare sulle figure della santità salesiana avvantaggiandosi della consultazione delle fonti a disposizione presso l’Archivio, chiede loro di presentarle poi gli elaborati o le tesi discusse in UPS sulla santità e, soprattutto, di lavorare in sinergia sulla materia “viva” e sempre attuale della santità per innervare di maggior consapevolezza e nuovi criteri l’agire pastorale e le responsabilità formative di ciascuno.
In tal modo, i santi non sono mere figure esemplari da venerare, ma diventano amici e compagni di viaggio che possono sostenere un approfondimento del carisma e accompagnare e sensibilizzare le buone prassi educativo-pastorali nell’oggi.
