ITD: insieme per pensare. Seminario sulla NON-CREDENZA

Un pregevole successo ha registrato il Seminario di studio “NON-CREDENZA OGGI. Questioni e prospettive”, che si è tenuto lo scorso giovedì 23 novembre. Numerosa e qualificata la partecipazione di docenti e di studenti, trasversale alle facoltà e ai curricoli dell’Università, come pure ad essa esterna, ma mossa da interesse specifico per la tematica. Il nuovo Istituto di Teologia Dogmatica, nuovo perché vuole porsi più puntualmente sul versante delle sfide dell’oggi, ha avuto una puntuale e significativa conferma.

Dopo il saluto del direttore dell’ITD, d. Paolo Carlotti e l’introduzione del coordinatore del Seminario d. Francisco Sanchez, si è avuta la prima relazione di indole sociologica del prof. Franco Garelli, che ha permesso la focalizzazione della variegata e differenziata discrezionalità del giovane post-moderno di fronte all’esperienza religiosa e la marcata riconduzione di questa alla biografia individuale, tra un “fai da te” religioso e una sorta di “stand-by” sospensivo, di chi è sì religiosamente connesso, ma non religiosamente attivo, La “biodiversità religiosa” si estende e marca esistenziali incerti, dubbiosi, altalenanti, tra scelte “di prima mano” e scelte “di fondo”.

La seconda relazione, di indole teologico-spirituale, del prof. Robert Cheaib, ha mosso da una contestualizzazione esistenziale della domanda religiosa come ricerca di Dio di nietzschiana memoria,  come senso della vita che abilita ad affrontare ogni come, come ulteriorità di un cammino verso Dio e in Dio continua. La notte dei sensi del mistico (Giovanni della croce e Teresa di Lisieux) apre al senso di Dio e alla notte della fede e della contemplazione, la notte più amabile dell’aurora perché ci si unisce all’amato, nonostante il senso di rifiuto sperimentato da madre Teresa di Calcutta, invitata ad essere la luce di Dio nella notte dei poveri. Dio ha fatto qualcosa, ha fatto ciascuno di noi.

L’ultima relazione, dopo un incoraggiante ed opportuno coffee break, affidata al prof. Roberto Timossi, ha focalizzato il versante ermeneutico del fenomeno della non-credenza recensendo alcuni pensieri oggi presenti nella discussione di settore, ha preso in considerazione diverse e classiche figure dell’ateismo, quale quello metodologico che prescinde da ipotesi di cui non abbisogna, quello scientifico e tecnologico che percepisce la realtà come autoconsistente, al seguito della “Cope theory”, conclude sottolineando il gap di inculturazione esistente tra la riflessione teologica e la vita reale odierna, invitando a dismettere autoreferenzialità pregresse e a promuovere una reale “renovatio”.

Un’interessante tornata di domande ha concluso il seminario e ha permesso di meglio sintonizzare l’offerta riflessiva sulla concretezza esistenziale.