Giornata dei curricoli della Spiritualità

Martedì 13 Novembre, gli studenti dei tre curricoli di Spiritualità hanno avuto l’occasione di trascorrere assieme una giornata di approfondimento sul tema “arte e spiritualità”. La possibilità ci è stata offerta attraverso una visita guidata alla Chiesa di Sant’Ignazio dei padri gesuiti, nel quartiere Campo Marzio a Roma. Gli studenti si sono ritrovati intorno alle 9.30 all’interno della Chiesa da cui, verso le 10, il padre gesuita Don Federico Pelicon, ha introdotto il gruppo ad una visita guidata.

Sarebbe sminuente ridurre quanto ci è stato proposto ad un’esperienza culturale sic et simpliciter. Mentre Don Federico raccontava la storia dell’edificio e la mens secondo cui era stato realizzato, ci accorgevamo di essere condotti in un’altra esperienza, in un’esperienza spirituale.

Attraverso un processo che potremmo definire d’iniziazione mistagogica ci siamo trovati immersi in un ambiente, in uno spazio sacro che ci metteva in comunicazione con il totalmente Altro. Ciò che ci ha intrattenuto non è stato il semplice vedere i magnifici dipinti del Pozzo o le più che mai opportune spiegazioni della nostra guida. Più profondamente ci siamo sentiti coinvolti in un cammino di revisione personale, in un processo incentrato sul ricordo dei benefici di Dio nella nostra vita. Le “pietre vive” dell’edificio ci hanno condotto a pensare alla nostra storia di salvezza, ad una storia che è chiamata all’incontro con Dio, all’eucarestia, attraverso il passaggio epicletico e illuminativo dello Spirito Santo. L’edificio ha in sé tutti questi elementi, conduce, nell’incedere lungo la navata, ad un’anamnesi della propria vicenda; nell’incrocio tra il transetto e la navata si accede ad una vera propria epiclesi ed infine, nell’abside dove è collocato l’altare, si sfocia nella comunione con Dio nel corpo donato del Figlio. La lettura degli spazi architettonici nel loro significato mistagogico ci inserisce in quello che è il cammino interiore di ogni credente, un cammino storicamente situato che si avvale di tutte le percezioni sensoriali.

Il progetto della rilettura in chiave spirituale dell’edificio sacro si deve all’iniziativa di Don Jean-Paul Hernández SJ, il quale, pazientemente e attraverso incontri provvidenziali ha dato vita a gruppi, attualmente diffusi in tutt’Europa, che raccolgono giovani disponibili ad un’appassionata riscoperta dei beni artistici e alla luce del loro significato spirituale. Tali gruppi si riuniscono sotto il nome di “pietre vive” e hanno nei padri Gesuiti il loro punto di riferimento carismatico.

Certamente questa occasione è stata molto arricchente, ci ha permesso di accedere ad un processo di vera e propria conoscenza integrale del luogo di culto, una conoscenza che attualmente si sente il bisogno di recuperare in accordo con una proposta di vita cristiana unificata e unificante.

Don Paolo Rossolini SDB