Pastorale giovanile interculturale: Verso il Sinodo dei giovani

Nel pomeriggio del 4 dicembre 2017 (dalle ore 15.00 alle ore 17.30) presso l’Aula «Juan Vecchi» si si è svolto il Seminario di Studio “Pastorale giovanile interculturale: Verso il Sinodo dei Giovani” organizzato dall’Istituto di Teologia Pastorale della Facoltà di Teologia ed aventi come relatori il prof. Methode Gahungu con la riflessione sul tema di Intercultura e discernimento vocazionale, e il prof. Francis-Vincent Anthony con la riflessione su Intercultura e educazione alla fede.

Il Rettore dell’Università Pontificia Salesiana, prof. Mauro Mantovani, ha introdotto la giornata di studio considerandola sia come occasione di approfondimento personale che di maturazione del senso ecclesiale in vista del prossimo sinodo sui giovani. Ha poi ringraziato il direttore dell’Istituto di Teologia pastorale prof. Sahayadas Fernando per la preparazione del seminario presentandolo come corso integrativo nel curricolo di Pastorale Giovanile.

Il primo relatore, prof. M. Gahungu, ha approfondito il tema del discernimento alla luce del pensiero di Papa Francesco. Inoltre, ha evidenziato sia i punti di continuità tra i sinodi già fatti e quello in preparazione per l’anno 2018, e le peculiarità introdotte da papa Francesco. Il papa infatti, con questo sinodo e il documento preparatorio, vuole mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso. In tal modo i giovani non sono più solo oggetto della cura pastorale della Chiesa, ma diventano progressivamente soggetti attivi e corresponsabili dell’azione pastorale ecclesiale.
In particolare, la realtà multiculturale che caratterizza l’odierna società ed il mondo giovanile non va vissuta passivamente, come semplice accettazione della presenza di varie culture accostate fra di loro. Interculturalità significa valorizzazione della multiculturalità attraverso l’attività specifica del dialogo, fino al punto di vedere la cultura altrui come un’opportunità di arricchimento personale. Gli educatori in questo compito hanno la responsabilità di essere testimoni del dialogo interculturale con il proprio esempio propositivo, accogliente e reciprocamente arricchente. In questo modo l’accompagnamento dei giovani al dialogo interculturale potrebbe essere un nuovo modo di fare pastorale missionaria nella Chiesa.

Nella seconda parte della giornata, il prof. Francis-Vincent Anthony, ha presentato i temi dell’interculturalità e dell’educazione alla fede dal punto di vista teologico. Nel processo di evangelizzazione gli scopi sono l’educazione religiosa e la socializzazione religiosa, e bisogna considerare che l’interculturalità tocca entrambi questi aspetti. Perciò gli evangelizzatori dovrebbero essere aperti al dialogo interculturale. Il prof. Anthony ha presentato alcune analisi fatte sul tema della relazione tra la cultura e l’educazione alla fede dove emergono due motivazioni possibili che possono essere alla base del processo di interculturalità: una dialogale ed una ideologica-militante. L’orientamento di apertura verso le culture differenti è ispirato dalla motivazione dialogale. Soprattutto il relatore ha focalizzato l’importanza delle strategie per evangelizzare non solo dentro la Chiesa ma anche al di là dell’ambito ecclesiale. Tutto ciò viene sviluppato attraverso tre punti più importanti che sono:

1) significato, che pone l’insegnamento al centro delle proprie attività

2) valorizzazione, che tiene conto della soggettività della persona nella sua libertà e responsabilità

3) espressione, che può svilupparsi attraverso una comunicazione bidirezionale e partecipativa.

Al termine della giornata di studio c’è stato un tempo di condivisione in assemblea sulle tematiche presentate.